Cosa mangiare a Tropea

La gastronomia tropeana è basata sui prodotti dell'immediato entroterra e del mare, mantiene molte delle tradizioni semplici dei pescatori e dei contadini.
Si fa ampio uso di pesce azzurro, di tonno e di pescespada.

gastronomia

Per quanto riguarda la carne i più utilizzati sono maiale, vitello, cinghiale e capretto. Le verdure e i legumi costituiscono un ottimo piatto unico, ma anche un contorno prelibato: peperoni fritti, melanzane ripiene, e caponata continuano l'antica tradizione della cucina tropeana.
Il tutto è insaporito con l'agghjata, condimento a base di peperoncino, olio extravergine di oliva è aglio di Papaglionti.

Come primi piatti: i fileja (pasta fatta in casa) con sugo di maiale o di cinghiale, denso e corposo, è il piatto delle feste tropeane.

Come contorno viene molto utilizzata la cipolla rossa di Tropea, cruda, ottima con le insalate estive di pomodori freschi, olive e origano o per la crostata di cipolle (segue ricetta), piatto caratteristico della zona di Tropea.

  • cipolla rossa di Tropea
  • cipollarossa2

E già, perché la Rossa di Tropea è da mangiare cruda e giovane come natura la fa, per coglierne gli umori più sottili. La Rossa di Tropea è tra gli ortaggi più ricchi di glucosio, fruttosio, saccarosio, raffinosio, stachiosio e amido, con valori del 2% di proteine e pochi grassi. Ha poche vitamine e poi ha in serbo potassio e sodio. Nelle cipolle comuni, che si usano per cucinare, c’è anche un elevato contenuto di composti dello zolfo, che le rendono piccanti e fanno emettere loro quegli effetti lacrimogeni a tutti noti.

Questi composti dello zolfo, nella nostra Rossa tropeana sono assai scarsi, per cui essa è gradevolmente commestibile. Ricca di glucosio, potassio e sodio, ma con pochi grassi, la "Rossa di Tropea" viene anche tradizionalmente utilizzata per curare le infezioni intestinali, per prevenire malattie cardiovascolari, la calcolosi renale e la pertosse. La cipolla rossa di Tropea - Calabria IGP è quasi irripetibile rispetto altre tipologie di cipolle in commercio anche per il contenuto di caroteni.

Sembra che valga la pena incontrare e conoscere meglio la cipolla, specie questa splendida giovane Rossa di Tropea: ad aprile le ampie distese di Capo Vaticano, che culminano sempre nel mare, sono piene delle sue verdi foglie che ondeggiano al vento.

Altre Specialità

FILEJA (filea - fileda - filei)
Pasta fresca tradizionale calabrese

Fileja o Fhilatierj (tipici di tutta la Calabria, conosciuti con nomi diversi nelle varie zone: maccarruni i casa, scilatelli, maccarruni a firrettu ecc.) pasta simile ai maccheroni è fatta in casa con il tipico ferretto calabrese che serviva per confesionare le calze (u' f'rzuh'); nel vibonese e nel reggino per la preparazione si usa, o almeno si usava, avvolgerli con i gonaci, ovvero gli steli legnosi del fiore della disa (Ampelodesmos mauritanicus, gùtimu in calabrese). Si abbinano ottimamente con la carne di capra. Nel vibonese un abbinamento tradizionale è quello coi ceci.

E’ una pasta fresca preparata in casa e ricavata con un semplice composto di acqua e farina che viene lavorato a mano.

Si serve con sugo di pomodoro e con il locale "Pecorino del Monte Poro" grattuggiato. Per gli amanti del "piccantino" il tutto può essere insaporito e "infiammato" da un buon peperoncino piccante calabrese o dalla famosa "Nduia di Spilinga"

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Pecorino del Monte Poro

Formaggio pecorino tipico Calabrese

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Formaggio grasso, di media o lunga stagionatura, a pasta semidura e dura, piccante.

Prodotto in Calabria, nella zona del Monte Poro, in provincia di Vibo Valentia, con latte di pecora e vacca. A pasta semidura, può maturare da 1 a 12 mesi e, in base al grado di stagionatura, offrire un'intensità aromatica abbastanza elevata e piccante

'Nduja di Spilinga (Salume tipico calabrese) 
Il salame tipico calabrese piccante spalmabile coma la Nutella 

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  • nduja di spilinga

Il nome 'nduja è collegato ad altri due particolari tipi di insaccato costituiti da carne e spezie, il piemontese salam dla doja e la francese andouille, da cui la 'nduja prende il nome. Tutti questi termini traggono origine dal latino "inductilia" («cose pronte per essere introdotte», da "inducere"),

Varianti meno comuni sono la forma italiana anduglia e altre forme dialettali quali anduja,'ndugghia,'nduda.

È tipica delle zone dell'altopiano del Poro: Spilinga (in provincia di Vibo Valentia) è il comune d'elezione, ma l'area di produzione è estesa a molti comuni, in particolar modo a quelli del versante tirrenico, a tal punto da fare della 'nduja un alimento tipicamente associato a tutta la Calabria. Preparata con le parti grasse del maiale, con l'aggiunta del peperoncino piccante calabrese, è insaccata nel budello cieco (orba), per poi essere affumicata.

Storicamente la 'nduja è un piatto povero, nato per utilizzare gli scarti delle carni del maiale: milza, stomaco, intestino, polmoni, esofago, cuore, trachea, parti molli del retrobocca e faringe, porzioni carnee della testa, muscoli pellicciai, linfonodi, grasso di varie regioni, ecc. Il successo commerciale è all'origine delle modificazioni attuali nelle diverse composizioni.

L’abbondante contenuto di peperoncino, con le sue proprietà antisettiche, fa sì che la 'nduja non abbia bisogno di conservanti.

Si consuma spalmandola su fette di pane abbrustolito, meglio se ancora calde, o utilizzata come soffritto per la base di un ragù o di un sugo di pomodoro, con aglio; può essere usata per guarnire la pizza, prima degli altri condimenti se cruda, oppure appena sfornata; si può consumare su fettine di formaggi semi-stagionati o può entrare nella composizione di frittate.

Tartufo di Pizzo Calabro 
Gelato tipico tradizionale calabrese, gelato artigianale 

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  • tartufo-di-pizzo2

Il Tartufo di Pizzo è un prodotto tipico della pasticceria calabrese nato a Pizzo. Si tratta di un gelato alla nocciola che viene modellato, rigorosamente nel palmo della mano, a forma di semisfera con un cuore di cioccolato fondente fuso e ricoperto da una spolverata di cacao amaro in polvere e zucchero.

A questo dolce tipico sono ispirati vari tartufi industriali che non hanno niente a che fare con quello artigianale. La produzione è tradizionalmente artigianale ed è il primo gelato in Europa ad aver ottenuto il marchio IGP.